Parola profetica 2016 e per i prossimi anni

La Parola di Dio continua a parlare ed è sempre importante sottolineare che noi non abbiamo tutto il consiglio di Dio e la rivelazione completa. Il Signore si usa di servi inutili come canali della Sua rivelazione e della Sua Grazia, e sicuramente nel 2016 accadranno altre cose ancora rispetto a quelle che leggerete descritte in questa parola profetica. Ce ne saranno poi altre che lo Spirito Santo ci rivelerà camminando nel corso dell'anno, anche all’ultimo minuto. Alcune parole troveranno il loro compimento nel 2016, mentre altre negli anni successivi. Lo Spirito Santo, infatti, mi ha portato a riprendere parole date negli anni passati. Io credo di aver ricevuto questo da Lui e ve lo condivido, vagliando ogni cosa e ritenendo ciò che è buono, e dando Gloria al Signore.

2016, Anno dell’occasione favorevole

«E Lea disse: “Che fortuna!”. E lo chiamò Gad.» (Genesi 30:11)

Questa fu la proclamazione di una serva di Dio quando ricevette un figlio: Gad, che significa “fortuna”. “Fortuna” è uno dei nomi del 2016. Attenzione: nella Bibbia la parola “fortuna” significa “occasione favorevole”, cioè quell'occasione che il Signore ha preparato per i Suoi figli e per la Sua Chiesa. È un tempo di grande sfide, di vaglio, di sofferenza, di trasformazione, di cambiamento e di un travaglio spirituale, che porteranno a un nuovo parto nella Chiesa.

Lo Spirito Santo dice di chiamare questo anno “Gad”. Non c’è molto tempo, il Signore affretta tutte le cose a suo tempo e ci saranno situazioni favorevoli in molti campi: il Signore, infatti, concederà un'occasione favorevole ai Suoi figli. Ci saranno occasioni favorevoli nello spirituale, nel materiale e nel campo lavorativo; situazioni favorevoli che si concentreranno nell’andare verso gli altri. Sono duemila anni che la Chiesa riceve situazioni favorevoli in mezzo alla battaglia, alla persecuzione e alle sfide, ma in questo tempo si intensificheranno, perchè i tempi si stanno affrettando. Abbiamo bisogno di questa parola, che ci sfida, ci esorta e ci fortifica.

Ovviamente, la Bibbia non parla di “fortuna” come la intende il mondo, né secondo il pensiero dell’uomo, che spesso la riferisce alle scommesse e al gioco d'azzardo, cioè a situazioni che legano le persone. Il diavolo non inventa niente, lui è il padre della menzogna ed è un manipolatore. Anche se il diavolo ha rovinato tante persone servendosi di un concetto sbagliato di fortuna, non significa che non esista una fortuna secondo la Parola di Dio: è quell’occasione favorevole che il Signore prepara per i Suoi figli, ed è qualcosa che parla della Grazia e del favore di Dio verso tutti i Suoi figli.

In questo anno avremo delle occasioni favorevoli, che saranno da scoprire e da ricevere come una sorpresa; mentre saremo concentrati su un problema o su una difficoltà, il Signore ci darà la Sua occasione favorevole, e sarà quella risposta inaspettata, che cambierà la situazione generale. Ci sono occasioni che il Signore ha preparato per questo 2016, che è l’anno di Gad e di quella fortuna che Lui ha preparato per i Suoi figli. Anche in mezzo alla battaglia e alle difficoltà prendiamo fiducia in questa parola, come fu per Lea che ebbe un figlio e che poi diventò una tribù in Israele. Gad, infatti, rappresenta quella tribù che prende l'occasione favorevole e la fortuna dal Cielo nel momento in cui arriva; anche se non se l'aspetta, la riceve per Grazia. Il 2016 sarà quindi un anno importante, in cui vedremo delle cose che aspettavamo da tempo. Lo dichiariamo nel Nome Potente di Gesù.

Sarà un anno di battaglie anche nel mondo, che potranno influenzare e opprimere i figli di Dio. Ma noi non guardiamo a questo. Sarà però necessario avere discernimento per riconoscere la fortuna che Dio ci ha preparato. Perchè arriverà qualcun altro che ci presenterà la sua fortuna e non sarà così scontato che riconosceremo il fatto che non proverrà dal Signore. Abbiamo bisogno di ricevere sapienza per ogni tempo e per riconoscere l'occasione che Lui ci ha preparato e che ci mostrerà.

2016, Anno delle mani

«Perciò rinfrancate le mani cadenti e le ginocchia vacillanti.» (Ebrei 12:12)

È una parola forte: anno delle mani che Dio ci ha dato; mani spirituali; mani del cuore; mani che lavorano, che afferrano e che sostengono; mani che amano, che indicano la via e che guariscono; mani che liberano, che rialzano e che raccolgono. Che parola gloriosa!

«In quel giorno si dirà a Gerusalemme: “Non temere, o Sion, le tue mani non si indeboliscano!”.» (Sofonia 3:16)

Viviamo in un tempo difficile e faticoso, in cui abbiamo bisogno di ricevere forza dal Signore e Lui è pronto a darci quella forza di cui necessitiamo. Abbiamo chiesto forza e in certi momenti l'abbiamo vista, mentre in altri è stato più difficile. Questa è una parola forte, che tocca il nostro cuore e che subito mette in circolo una fresca adrenalina spirituale. È un tempo in cui il Signore fortifica le nostre mani. Perciò rinfrancate le mani cadenti, quelle mani che stavano cadendo e diventando pesanti.

Il Signore viene con la Sua forza e la Sua Potenza! Quest'anno le mani lavoreranno e benediranno qualunque cuore, qualunque luogo e situazione. È un momento particolare in cui il cuore dell'uomo grida e in cui vediamo gli uomini fare con le loro mani cose dolorose, brutte e violente. Vediamo mani che uccidono, che accusano, che puntano il dito e che parlano di giudizio, di allontanamento e di lasciar morire il prossimo. Mani che si sono macchiate di sangue e che hanno picchiato.

Questo accade sul piano naturale ma anche nello spirituale. Ci sono le mani dell'anima e dei nostri pensieri che colpiscono, e poi quelle della nostra bocca. In mezzo a questa situazione lo Spirito Santo mi ha mostrato le mani giuste, quelle con una giusta attitudine: sono mani che benedicono, che afferrano l'altro per non farlo cadere o che l'aiutano a rialzarsi, e mani che si mettono a disposizione del prossimo. In questo anno abbiamo bisogno di muovere le mani del cuore e quelle fisiche, che lavorano e manifestano la Gloria di Dio, non solo nella Chiesa ma anche fuori nel mondo. Mani che si adoperano nell'ambito lavorativo o in situazioni che si apriranno nella società o in cui il Signore ci spingerà, dicendoci di non temere. Cominciamo a lavorare e ad “arare” un certo territorio e qualcuno rimarrà sorpreso di ciò che stiamo facendo. C'è un collegamento con la parola precedente: da una parte si apre un'occasione favorevole e dall'altra le mani che si mettono in azione in un territorio nuovo.

Il 2016 è l'anno delle mani che amano. Non sono quelle mani che portano un concetto, ma che manifestano il cuore d'amore; sono mani che abbracciano, che accarezzano e che indicano la via. Il Signore dice al Suo popolo: “Non sei da solo. Anche se tutto il mondo ti fa credere il contrario, Io sono con te”. Il Signore per primo è con noi, Lui che è l'unico Dio, il solo e vero unico Salvatore. Ma insieme a Lui c'è lo Spirito Santo, che il Signore ha dato a ogni discepolo come forza, Potenza e guida dal Cielo. Però ci ha dato anche la Chiesa, il Corpo di Cristo e i fratelli, coloro che sono accanto a noi. Forse a causa di certe ferite non li abbiamo visti o considerati nella sofferenza, ma sono stati lì con noi. In questo anno si recupererà qualcosa nelle relazioni e le persone avranno consapevolezza delle mani che il Signore ha messo accanto loro e che le sostengono.

Nel 2016 ci saranno anche mani che opereranno guarigioni. Alcune persone hanno avuto battaglia e hanno un po' tralasciato questo dono, ma i doni di Dio sono senza pentimento. Ci saranno mani che nel nome di Gesù Cristo trasmetteranno l'unzione, il fuoco dell'Amore di Dio e la guarigione. Nel mondo il diavolo sta aumentando le manifestazioni riguardanti il potere della guarigione e il calore delle mani che guariscono. Noi abbiamo il fuoco dello Spirito Santo e il Signore ci ha dato l'unzione dal Cielo. Lui compie cose straordinarie e guarisce, ma questo avviene nel nome di Gesù e non col potere dell'uomo interiore: sono la Potenza di Gesù Cristo e il fuoco dello Spirito Santo.

Quest'anno aumenteranno le guarigioni per l'ubbidienza della fede e per la Grazia del nostro Dio verso tutti i Suoi figli. Ci saranno mani che cercheranno il contatto con il cuore dell'altra persona e mani che libereranno i cuori oppressi muovendosi nella Potenza della Parola di Dio. E ancora: mani che raccoglieranno per la Gloria di Dio quei cuori caduti, addormentati e malati. A volte, quando vediamo certe situazioni, siamo portati a giudicare, a considerare la condizione e a trarre le nostre conclusioni, ma il Signore ci dice che non c'è tempo e che non siamo chiamati a giudicare, bensì ad afferrare. Nel 2016 saremo chiamati ad afferrare e a rialzare i cuori, anche fisicamente e non solo nella preghiera.

2016, Anno dello sguardo

«Volgi i tuoi occhi tutt'intorno e guarda: si radunano tutti e vengono a te; i tuoi figli verranno da lontano e le tue figlie saranno portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, il tuo cuore palpiterà e si dilaterà perché l'abbondanza del mare confluirà a te, la ricchezza delle nazioni verrà a te.» (Isaia 60:4-5)

Il 2016 è l'anno dello sguardo, del guardare, dello sguardo di luce, di gioia, d'amore e di speranza; del guardare come lo Spirito Santo guarda, del guardare le persone negli occhi e come Dio le guarda.

«Volgi i tuoi occhi tutt'intorno e guarda.» (Isaia 60:4/a)

Non guardare per giudicare, per maledire o per mormorare, ma per osservare attentamente. Ricorda: la parola “guardare” ha un significato, mentre “vedere” ne ha un altro. Guardare è qualcosa di più profondo e a che fare con l'osservare attentamente, mentre vedere è qualcosa di più ampio e superficiale.

Nel 2016 guarderemo cose che magari avevamo già visto ma che non avevamo approfondito. In questo anno i nostri occhi saranno aperti in un modo nuovo. Noi chiediamo spesso al Signore di aprire i nostri occhi. Se noi siamo figli di Dio, se abbiamo il Suo Spirito e stiamo camminando con Lui, allora i nostri occhi spirituali sono già aperti. Quando noi chiediamo al Signore di aprire i nostri occhi, dovremmo in realtà chiederGli di farci guardare in profondità, perché nel momento in cui diventiamo figli di Dio, i nostri occhi spirituali sono già aperti: il Cielo infatti si è aperto per far scendere il figlio di Dio nel nostro cuore. La cosa più giusta è chiedere al Signore di insegnarci a guardare in profondità ciò che ci ha già mostrato, osservandolo attentamente.

La Chiesa ha bisogno di guardare attentamente e in profondità, e di vedere come vede il Signore. Troppe volte la Chiesa ha guardato con l'intenzione di giudicare, di mormorare, di maledire e di prendersi una gloria che non le spetta. Il Signore vuole che impariamo a guardare con il Suo sguardo. Come fece Gesù con il giovane ricco: lo guardò e l'amò. Oggi noi vediamo molte cose e molte persone, ma non osserviamo attentamente. In mezzo a tanta confusione sarà un anno in cui recupereremo lo sguardo e non soltanto la visione. Lui ci darà la capacità di guardare in modo approfondito e di entrare nelle cose, per il tempo che verrà.

Troppe volte i nostri occhi sono sfuggenti nei confronti delle altre persone, perché non vogliamo metterci in gioco, oppure per non mostrare le nostre emozioni o quello che proviamo realmente per l'altra persona, o per non guardare quello che ci chiede con i suoi occhi. Allora con lo sguardo siamo sfuggenti e lo spostiamo velocemente; invece il Signore ci chiama a guardare attentamente, anche al di là di ciò che vediamo o che il prossimo ci fa vedere, al di là delle sue reazioni e delle emozioni. Lo Spirito Santo dice: “Guarda oltre gli occhi naturali e vai in profondità”.

Credo che in questo anno ci sarà un cambiamento nella Chiesa, che guarderà le cose in un modo nuovo. Lo Spirito Santo ci insegnerà a guardare le cose e le persone in un modo nuovo, e ad osservare ciò che ci è sfuggito.

«Se uno vede il proprio fratello commettere un peccato che non sia a morte, preghi Dio, ed egli gli darà la vita, a quelli cioè che commettono peccato che non è a morte. Vi è un peccato che è a morte; non dico egli debba pregare per questo.» (1 Giovanni 5:16)

Cosa ci dice questo passo? Se vediamo una debolezza del fratello, rialziamolo con la preghiera e non giudichiamolo attraverso le nostre debolezze. Quando una persona cade, il Signore la rialza e l'ama. Dio è con noi sempre, anche quando non vediamo o non vogliamo vedere delle cose. Lui è sempre con noi, in ogni momento. Impariamo a guardare come il Signore guarda. L'Amore copre una moltitudine di peccati e Lui ci apre a cose più profonde, non per giudicarci gli uni gli altri, ma per amarci e rialzarci.

2016, Anno di produzione

«Sì, l'Eterno darà ciò che è bene, e la nostra terra produrrà il suo frutto.» (Salmo 85:12)

Bello iniziare una frase con un “sì”. Quando ho letto questo versetto, lo Spirito Santo mi ha detto che questo è un anno di produzione. Ricorda: Dio dà solo cose buone. Questa è una parola importante in un momento di grandi difficoltà e battaglie, nell'ambito lavorativo, economico, relazionale, ecc... I figli di Dio non ne sono esenti. Ma la parola di quest'anno è produzione. La nostra terra produrrà frutto nel nome di Gesù Cristo e produrrà un frutto di giustizia, che si manifesterà e sarà prodotto dalla nostra terra e non da quella del nemico: quella terra che il Signore ci ha dato e che ha redento. Noi siamo fatti di carne, ma lo spirito nuovo che Dio ha messo dentro di noi produrrà un frutto e sarà manifestato anche nella nostra terra, cioè nella nostra vita e nel territorio dove viviamo e ci muoviamo.

Le situazioni della vita ci hanno portato a non vedere più il frutto della nostra terra e a vedere sterilità. L'uomo nuovo che Gesù ha messo dentro di noi non è riuscito a produrre frutto nella terra della nostra persona, nel naturale della vita di tutti i giorni, nel lavoro, nell'economia... È vero, in questo tempo ci sono state carestie e difficoltà nella vita di molti figli di Dio, ma un tempo nuovo sta arrivando. Dopo gli anni della carestia, della siccità e del deserto, il tempo del frutto sta arrivando, il deserto fiorirà e scorreranno fiumi d'acqua viva. La nostra terra personale comincerà a produrre frutto, perchè questo sarà un anno di produzione. Possiamo pensare che da troppi anni non vediamo frutto dalla nostra stessa vita, ma questo sarà un anno di produzione e di frutti di pace, ricchezza, giustizia e abbondanza. E la Parola di Dio non torna indietro a vuoto.

Il Signore creerà occasioni favorevoli (anno di Gad) che ci permetteranno di produrre nuovo frutto. Da quest'anno ci sarà un cambiamento e continuerà in quelli successivi. Nelle tenebre ci sarà sempre più sterilità, anche se sembrerà abbondanza, e nel mondo accadranno cose che potranno farci credere che il cambiamento è lontano. Ma questo non è vero, perché ci sarà una produzione in ogni aspetto, per la Gloria e il Regno di Dio.

Il Signore ci aveva detto che il 2015 sarebbe stato l'anno del lavoro e abbiamo ricevuto delle testimonianze di persone che hanno visto uno sblocco di situazioni ferme da anni. In questo anno si produrrà ancora nuovo lavoro: arriverà per coloro che non lo hanno, mentre chi già lavora produrrà di più per il Regno di Dio, anche nel lavoro secolare. Dichiariamo che nel 2016 i frutti dello Spirito Santo torneranno ad essere manifestati e non saranno più bloccati a causa della nostra carne, della paura e della rabbia; nella misura in cui ci sarà un ravvedimento nei nostri pensieri, comincerà a prodursi un frutto nella nostra vita. Rifiuta ogni tipo di menzogna e pigrizia, perchè sarà l'anno della produzione materiale e spirituale. Quando comincerà a succedere, ricordiamoci di dare Gloria al Signore e di dare testimonianza che è stato Lui a darci la Sua forza e la Sua Potenza per farcela.

2016, Anno di zelo

«Non siate pigri nello zelo.» (Romani 12:11)

Anno di zelo contro la pigrizia. Zelo e pigrizia sono due parole in contrasto tra loro, ma che sono presenti all'interno della Chiesa, specialmente negli ultimi tempi. Il mondo ci sta anestetizzando e sta usando i suoi mezzi per portare pigrizia nella vita dell'uomo. Il lavoro, quello faticoso, viene sempre più considerato negativamente dalla cultura della società moderna: oggi vogliamo tutto subito, col minor spreco di energia. E così le persone sono sempre più pigre e abbiamo sempre più difficoltà a tenere un certo tono e una forza costante nelle vicende della vita. Non appena incontriamo una difficoltà, ci “rifugiamo” nella depressione, nella paura, nell'oppressione e nello stordimento. Questi sono frutti della pigrizia spirituale, mentale e fisica. E portano alla rassegnazione e alla rovina, perché la persona nella sua volontà tende a lasciarsi andare.

Anche nel mondo naturale si manifesta la pigrizia ed è sia visibile che invisibile (quest'ultima è ancora più pericolosa). Ma lo Spirito Santo dichiara questa parola: “Il 2016 è l'anno dello zelo”. Lui viene in nostro aiuto con la Sua forza, la Sua Potenza e la Sua determinazione: Dio non conosce stanchezza. In Cielo non ci sono il giorno e la notte, ma ci sono la luce, la vita, la giustizia, l'eternità e l'adesso. Il Signore non sonnecchia, né dorme; in Cielo non c'è bisogno di riposare, c'è la pienezza in ogni cosa. Lui ci ha dato uno Spirito di forza e di Potenza per sostenerci nei giorni della nostra pigrizia e della nostra debolezza, quando cerchiamo di allentare la presa e di lasciarci andare.

Il 2016 sarà l'anno di quello zelo che produce determinazione. Ci sono persone che hanno abbandonato la loro determinazione, ma lo Spirito Santo è in noi e non ci ha abbandonato: Lui è fedele. Prendiamo nuova determinazione nel nome di Gesù e non lasciamoci sopraffare dalla pigrizia, perchè ora è il tempo di agire e di reagire. Prendiamo la potenza del bufalo, come dice la Scrittura. Dunque riprendiamo forza, perché il Signore sta per riversare su di noi un'unzione nuova. Lui ci dà una nuova forza e una nuova intercessione nella lode. Il 2016, infatti, sarà per la Chiesa anche l'anno della lode.

Lo zelo del popolo di Dio produrrà ringraziamento che, a sua volta, produrrà lode e adorazione celeste. Lo zelo produrrà preghiera, una preghiera potente come non è mai stata prima d'ora, perché i tempi si faranno difficili e le tenebre si stanno infittendo. Il Signore chiama la Sua Chiesa allo zelo che è nel Suo Spirito. Zelo che produce azione contro ogni intimidazione e contro tutto ciò che vuole farci mollare.

Rifiutiamo la pigrizia che ci ha bloccati per farci resistere al proponimento di Dio. Dichiariamo lo zelo contro la rassegnazione: non più paura, né compromessi e oppressione, ma forza nel Signore; non più depressione, ma giustizia e libertà nel nome di Gesù. Grazie Spirito Santo per questa parola.

Abbiamo ricevuto testimonianze di fratelli che sono stati vagliati attraverso alcune prove che il Signore ha permesso e in cui, in un certo senso, avevano perso la speranza. Ma ora il Signore li ha riportati in alto e sono più determinati di prima. Diamo Gloria e onore al nostro Dio. Questo si collega alla parola di prima, l'anno di produzione, e mi ricorda un passaggio della Scrittura:

«“Ecco, i giorni vengono”, dice l'Eterno, “in cui chi ara giungerà vicino a chi miete e chi pigia l'uva a chi sparge il seme; allora i monti stilleranno mosto, che scorrerà giù per i colli. Farò tornare dalla cattività il mio popolo Israele, ed essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno, pianteranno vigne e ne berranno il vino, coltiveranno giardini e ne mangeranno i frutti”.» (Amos 9:13-14)

Il Signore ci parla di zelo e di come esso produrrà un nuovo frutto e di come tutte le cose arriveranno insieme. Significa lavoro, lavoro e ancora lavoro per la Gloria di Dio, sia sul piano spirituale che su quello materiale, perché i tempi si affrettano. Per produrre e per raggiungere certi obiettivi abbiamo però bisogno di un nuovo zelo. Allora sciogliamoci nel nome di Gesu Cristo da ogni pensiero di pigrizia, rifiutiamola. Se pensiamo di non farcela, prendiamo forza dalla Parola di Dio; e anche se continuiamo a sentirci deboli, cominciamo a proclamare la Sua Parola contro le argomentazioni della nostra mente e contro le circostanze che ancora sono visibili intorno a noi. E leghiamoci allo zelo dello Spirito Santo, perché Lui non si stanca, non dorme e ci dà la forza per proseguire la corsa e non guardare indietro, ma avanti.

2016, Anno di accelerazione

«Il più piccolo diventerà un migliaio, il minimo una nazione potente. Io, l'Eterno, affretterò le cose a suo tempo.» (Isaia 60:22/b)

Lo Spirito Santo dice che affretterà le cose a suo tempo. Ricorda: quello che accade nello spirituale ha un riscontro anche nel naturale, e viceversa. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un'accelerazione nel campo della tecnologia, nelle scoperte mediche e su ogni aspetto della società, oltre a un accorciarsi dei tempi e delle distanze. Grazie alla tecnologia, agli aerei e ai treni superveloci, il mondo sembra diventare più piccolo. Tutto questo accade nel naturale, ma è un riflesso di quello che succede nello spirituale. Non significa che i 60 secondi li fa diventare 40, ma che tutto passa più velocemente: ognuno nel proprio vissuto credo che riesca a captare questa realtà spirituale e di come i giorni, le settimane e i mesi passino più velocemente, anche se gli anni sono sempre composti da 365 giorni.

Il Signore dichiara che arriva un tempo in cui le cose si affrettano e i tempi e le distanze si accorciano. Questa realtà è ormai sotto gli occhi di tutti, anche di coloro che non fanno un percorso di fede. Già gli anni scorsi lo Spirito Santo ci aveva parlato di accelerazione dei tempi, ma quest'anno c'è un'ulteriore sottolineatura. Proprio come nel naturale quasi giornalmente vengono fatte nuove scoperte tecnologiche, così nello spirituale c'è un'accelerazione nelle rivelazioni e nella restaurazione della Chiesa e dell'opera di Dio. Tutto accade con una velocità maggiore e questo ci deve svegliare.

Il Vento dello Spirito sta soffiando sempre più forte. Non solo aumenta l'intensità, ma anche la velocità. Tutto è più accelerato. Il popolo di Dio è chiamato ad entrare in questa velocità, come se entrasse in un imbuto, nella sua parte più stretta, dove si prende velocità, così da arrivare nel luogo che il Signore ha preparato più rapidamente. La Chiesa e i discepoli ripieni di Spirito Santo saranno guidati nel punto che rappresenta il traguardo del percorso storico cominciato il giorno di Pentecoste. Quando lo Spirito Santo sarà ritirato, andranno nella Gloria del Signore sulle nubi coloro che avranno camminato con Lui e saranno stati nel punto giusto dove si trovava.

Insieme allo Spirito Santo riflettevo su quanto stiamo andando veloci. Qualcuno dice che corriamo troppo e che abbiamo bisogno di fermarci. Credo che esiste un'accelerazione sbagliata, che è quella che porta l'uomo a correre senza pensare dove va, e così non riflette e viene manipolato. Ad un certo punto, però, le persone avranno un brusco risveglio e saranno costrette a fermarsi e a domandarsi dove si trovano e cosa stanno facendo. Questa è l'accelerazione negativa, per il mondo e per le tenebre.

Anche la Chiesa ha bisogno di risvegliarsi, ma dopo è necessario che cominci a correre per entrare nell'accelerazione che viene dallo Spirito di Dio e che le permetterà di raggiungere il traguardo della corsa. Questo si ricollega al passaggio di Filippesi in cui l'apostolo Paolo parla della corsa finale. La Chiesa, infatti, si trova in una corsa e deve compiere lo sforzo finale di accelerazione per arrivare alla meta.

«Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno?» (2 Pietro 3:11-12)

È Dio che affretta le cose. E lo Spirito Santo mi ha portato a riflettere su questo: più un discepolo e una chiesa rispondono alla chiamata della volontà di Dio e più il ritorno del Signore sarà affrettato. Quindi, anche la nostra risposta a Lui, il nostro zelo e la nostra preghiera aiutano e affrettano il ritorno del Signore. È interessante notare la differenza tra il passo di Isaia 60:22/b e quello di Pietro 3:11-12: nel primo è il Signore che affretta le cose, mentre nel secondo dice che noi affrettiamo la venuta del giorno di Dio. Dunque, siamo anche noi nella nostra determinazione che aiutiamo e affrettiamo il ritorno di Gesù. Nel modo in cui risponderemo al richiamo che verrà dal Cielo, noi affretteremo la venuta del giorno di Dio. Ecco l'anno dell'accelerazione! Entriamo in questa accelerazione. Ci sono vagli e attacchi, ed è faticoso, ma c'è anche una grande manifestazione della Gloria di Dio, come sta scritto in Aggeo: “La gloria di quest'ultimo tempio sarà più grande di quella del precedente”.

2016, Anno della svegliezza

«Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno vi sorprenda come un ladro. Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. Perciò non dormiamo come gli altri, ma vegliamo e siamo sobri. Infatti coloro che dormono, dormono di notte, e coloro che s'inebriano, s'inebriano di notte. Ma noi, poiché siamo del giorno, siamo sobri, avendo rivestito la corazza della fede e dell'amore, e preso per elmo la speranza della salvezza.» (1 Tessalonicesi 5:4-8)

È una parola che si collega a quella precedente. Il mondo sembra sempre più sveglio e appare unito in un solo intento, quello del movimento e della velocità. Tante persone, infatti, la notte non dormono e questo è legato ad un'agitazione profonda e psicologica. Aumentano sempre di più le cure, ma intanto l'uomo è sempre più angosciato e le persone dormono sempre meno. Anche se sembrano attivi e pronti, in realtà la Bibbia ci dice che quelli che sono nelle tenebre stanno dormendo. La Scrittura parla della sfera spirituale e sfida i cristiani a stare svegli e a vegliare.

Siamo quindi chiamati a vegliare e a essere sobri e svegli. Anche l'anno scorso lo Spirito Santo ci aveva detto di vegliare. E lo fa ancora, perché vuole che siamo sobri e vegliamo. Il Signore chiama la Sua Chiesa ad essere attiva, perché i giorni si fanno tenebrosi e non vuole che siamo sorpresi dal Suo ritorno. Dunque, apriamo i nostri occhi e guardiamo come il Vento dello Spirito si muove.

2016, anno delle parole “prima” e “priorità”

«Ma cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno.» (Matteo 6:33-34)

Questa parola dichiara uno specifico interesse che Dio ha per i Suoi figli. Al Signore interessa il prima: prima di tutte le cose, prima di ogni parola, prima di ogni scelta, prima di ogni situazione, prima di ogni sentimento, prima cercate il Regno di Dio e la Sua giustizia. Se questa parola era attuale per quel tempo, oggi lo è ancora di più. Per quale motivo? Perchè ci stiamo avvicinando al rapimento della Chiesa, alla conquista finale, alle nozze e a un evento che migliaia di anni fa fu visto nello spirito dai profeti e poi venne dichiarato e confermato per mezzo degli apostoli fino alla visione apocalittica.

Ci stiamo avvicinando a un tempo che tanti avrebbero voluto vivere e conoscere nella sua manifestazione in questa terra. Anche in questa circostanza c'è un contrasto molto particolare: più ci avviciniamo a quel tempo, più i figli di Dio sono distratti; viviamo un tempo di distrazione che prende pieghe diverse a seconda delle situazioni, dei luoghi e dei contesti. Dobbiamo però svegliarci, perché il Signore dice di cercare prima il Suo Regno e la Sua giustizia. Oggi lo Spirito Santo lo sta gridando. Ci sono molte distrazioni, anche nella società stessa. La psicologia moderna dice che dobbiamo recuperare certe cose di questa vita. Da una parte può essere vero e giusto, perché nella grande confusione dell'umanità abbiamo bisogno di recuperare dei valori, ma Gesù si spinge oltre questa condizione.

Oggi il “prima” diventa tante cose: la relazione con un'altra persona, il lavoro e la carriera, oppure il rapporto con gli animali domestici. Le persone nella loro solitudine cercano sempre di più questa connessione affettiva con gli animali. C'è un fondo di verità, perché nella creazione l'uomo e gli animali erano in una perfetta relazione. Oggi, però, siamo nell'ultimo tempo e nell'ultima ora, come dice l'apostolo Giovanni, ed è un tempo specifico, nel quale la parola “priorità” diventa attuale. Ma non è una priorità intesa nel senso orizzontale del recupero di certi valori o di certe relazioni, bensì nel senso verticale, legata al Regno di Dio. Il mondo andrà sempre di più nella direzione che è stata prestabilita dal Padre celeste e noi abbiamo bisogno di mettere il Signore prima di qualsiasi cosa. Alcune volte sentiamo dire fra i credenti che bisogna pregare perché non accada un terremoto, una guerra o una epidemia. Peccato che stiano chiedendo delle cose senza la sapienza e l'intelligenza della rivelazione dello Spirito Santo, ma essendo influenzati dalla paura.

“Tutte queste cose - dice il Signore - sono necessarie per l'adempimento del percorso dell'umanità”. Certo, sono cose difficili, pesanti e forti per gli uomini. Questo è il travaglio di tutta la creazione, da quando il primo uomo e la prima donna hanno detto “sì” al pensiero dell'uomo e non a quello di Dio. Da quel momento il principe delle tenebre, il nemico di Dio e dell'uomo, ha cominciato un processo di distruzione, che è irreversibile, e noi non possiamo pensare di pregare che certe cose non accadano, perché sono già state decretate e profetizzate. E questo processo irreversibile porterà l'umanità alla conclusione di tutto con nuovi cieli e nuova terra per la Gloria di Dio. Invece noi siamo chiamati a pregare che, in mezzo a tutto questo mondo di tenebra, i cuori incontrino pienamente e concretamente la luce, la salvezza, la pace vera del Regno dei Cieli e il loro Signore e Salvatore.

Non dobbiamo pregare perché certi avvenimenti non accadano, perché fanno parte di un disegno che nell'umanità si sta compiendo. Ecco perché lo Spirito Santo ci sfida e ci esorta a cercare prima il Regno dei Cieli. Il Signore non è colui che toglie ma che aggiunge; è il Dio dell'abbondanza, della Gloria, della ricchezza spirituale e della benedizione. Lui benedice e compie opere meravigliose, ma tocca a noi dare la priorità al Signore. A Dio interessa che noi rispondiamo con questa parola: “Prima Te, prima la Tua Gloria, il Tuo Regno e la Tua volontà; prima di ogni cosa”.

2016, Anno della scelta

Questa è una sfida che ci lancia lo Spirito Santo: scegliamo per il Signore e tutto il resto verrà da sé. Più ci avviciniamo al rapimento della Chiesa e più i discepoli vengono attaccati dalle cose di questa età, perché il nemico non vuole che i figli di Dio vadano nella Gloria del Padre nel giorno del rapimento. Noi sappiamo che quando una persona ha creduto in Gesù, è passato dalle tenebre alla luce. È un cammino di trasformazione e di Gloria e, talvolta, è un cammino in salita; ma colui che è salvato è stato strappato dalle mani del nemico.

Il diavolo sa che quella persona che gli apparteneva non è più sua, però fa di tutto per tormentarla e perseguitarla, finché non sarà nella Gloria di Dio. Il diavolo usa qualsiasi sistema perché i credenti siano distolti da certi appuntamenti specifici con il Signore, così può continuare a tormentarli. Sappiamo che anche le persone non salvate sono tormentate da Satana, giorno e notte, ma i credenti sono quelli che lui ha perso e quindi usa ogni mezzo per distogliere la loro attenzione verso il rapimento della Chiesa.

Lo fa perché desidera che i figli di Dio restino qui sulla terra qualche anno in più, così da fargli passare la Grande Tribolazione e da continuare a tormentarli, fino a togliergli la vita terrena. Ecco perché lo Spirito Santo dice: “Sveglia, scegli, segui le priorità della vita eterna, perché il tempo del rapimento si avvicina”. Più ci avviciniamo a quell'evento straordinario, più il nemico cerca di farcelo perdere. È quindi una nostra priorità stare svegli. Questa è una parola anche per i giovani e per le nuove generazioni, che sono “immerse” in questa vita: hanno bisogno di dimostrare la loro priorità verso la vita eterna, che è il Regno dei Cieli.

2016, Anno detto scossa, scuotimento

«Tu sei il Dio che compie meraviglie; tu hai fatto conoscere la tua forza fra i popoli. Col tuo braccio hai riscattato il tuo popolo, i figli di Giacobbe e di Giuseppe. (Sela) Le acque ti videro, o DIO, le acque ti videro e furono spaventate; anche gli abissi tremarono. Le nubi versarono diluvi d'acqua, i cieli tuonarono e le tue saette guizzarono. Il fragore del tuo tuono era nel turbine, i lampi illuminarono il mondo e la terra fu scossa e tremò..» (Salmo 77:14-18)

Sono intimorito quando leggo e quando ascolto certe parole. Padre, preserva il Tuo popolo! È vero, in questo tempo il Signore sta facendo conoscere la Sua Potenza fra i popoli e fra le nazioni che ancora non avevano conosciuto Gesù e la manifestazione dello Spirito Santo. E nello spirito vedo che il Signore manifesterà la Potenza del Suo braccio e della Sua destra in un modo che ancora non ha mai mostrato all'umanità; quello che sta arrivando è qualcosa di glorioso e avrà un incremento.

Mentre avviene questo, la Parola dichiara la manifestazione di un altro accadimento, che mette un santo timore e che spinge a chiedere al Signore di preservare il Suo popolo in questa stagione. Da una parte, infatti, Lui riscatta i Suoi figli (i figli di Giacobbe) e le anime nella grande e ultima raccolta, manifestando la Sua Potenza; dall'altra, la terra viene scossa violentemente in ogni suo aspetto, con terremoti spirituali e naturali. Lo Spirito Santo ci dice che ci saranno dei terremoti che si intensificheranno e che saranno profondi.

La crosta terrestre è costituita da molti strati di terra, di varia tipologia, e ci sono chilometri e chilometri di crosta prima di arrivare al magma, al fuoco nel centro della Terra. Secondo la scienza, i terremoti sono determinati dai movimenti delle placche della crosta terrestre e ci sono terremoti diversi a seconda delle profondità in cui questi movimenti avvengono. Lo Spirito Santo mi faceva vedere che ci saranno terremoti ancora più in profondità di quelli che si sono manifestati fino ad oggi. Ci saranno terremoti nella parte più profonda della terra, finora mai registrati. Questa cosa è particolare e ha un significato spirituale: il Signore sta andando in profondità in tutte le cose; come va in profondità nelle cose spirituali dei singoli e nelle cose dell'uomo, così va in profondità nella Sua Chiesa e nella Terra.

Al versetto 16 del Salmo 77 si parla di abissi: gli abissi sono profondi centinaia o migliaia di metri e, nonostante questa profondità, essi verranno scossi. Al versetto 17 si parla di diluvi: ricordiamoci che non ci sarà mai più un diluvio universale, ma negli ultimi tempi i diluvi aumenteranno e si svilupperanno a livello locale. Lo Spirito Santo ci aveva già avvertito due anni fa e questo fenomeno continuerà. Nel 2015 in certe zone del mondo sono stati battuti dei record storici pluviometrici, cioè la quantità di pioggia caduta dal cielo è stata superiore a quella che normalmente cade nei luoghi tropicali, notoriamente molto piovosi. Questi accadimenti vengono spiegati col discorso dei cambiamenti climatici a livello mondiale e, in parte, è vero. Ma dietro c'è un significato spirituale, legato al fatto che ci troviamo negli ultimi tempi, e lo Spirito Santo vuole sottolineare questo.

Aumenteranno gli uragani, i tornadi, le tempeste di vento e i mari in tempesta. Nel 2015 in Italia e in altre zone del mondo abbiamo assistito a tempeste di lampi e di fulmini come mai si erano verificate. Questo ha un significato spirituale, perché è il tempo della grande pioggia, durante il quale il Signore produrrà lampi e pioggia abbondante. È la benedizione che il Signore riversa sui Suoi figli, ma è anche uno scuotimento sul piano naturale per il mondo che è sotto le tenebre.

Per quanto riguarda i mari in tempesta, voglio dirvi una cosa specifica: fin da piccolo amavo andare al mare e guardare le onde che arrivavano e si infrangevano sulla costa; in questi giorni mentre stavo alla presenza di Dio, lo Spirito Santo mi mostrava il mare in tempesta e mi faceva vedere che durante tempeste ed eventi particolari saranno misurate delle onde di un'altezza che non è mai stata rilevata fino ad oggi.

Naturalmente, per noi tutto questo ha un significato spirituale. Da una parte, ci sarà una pioggia dal cielo come mai è stata rilevata prima; dall'altra, ci sarà una pioggia di unzione, con un incremento di segni, di prodigi, di miracoli e del Vento dello Spirito Santo e della manifestazione dei Suoi doni. Cuori si risveglieranno improvvisamente dal sonno, proprio come quando si è scossi da una tempesta di vento improvvisa che porta via alberi, case, oggetti, ecc... E questi cuori diranno: ho fame, ho sete, datemi da mangiare.

«“Ecco, verranno i giorni”, dice il Signore, l'Eterno, “in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane né sete di acqua, ma piuttosto di udire le parole dell'Eterno”.» (Amos 8:11)

Mentre il mondo viene spazzato dalla tempesta, le persone vengono spazzate dalla tempesta d'Amore dello Spirito di Dio e si risveglieranno all'improvviso; si risveglieranno spiritualmente e riceveranno salvezza, nutrimento, acqua viva, Potenza, guarigione, ravvedimento...

Quando vedremo accadere queste cose, non spaventiamoci. Il mondo entrerà ancora di più nelle doglie del parto e nella paura, ma noi non siamo come quelli del mondo, senza speranza. Noi sappiamo che il Signore sta tornando a prendere la Sua Sposa. Ovviamente, noi abbiamo un dovere: pregare e annunciare il Vangelo ad ogni persona, ad ogni livello della società, ai giovani, ai bambini, agli anziani... a tutti. Questa è una sfida per noi: annunciare il Suo Amore e la Sua Parola e portare frutto. Produciamo per la Sua Gloria e diamo la giusta priorità.

2016, Anno di gioia e di festa

Lo Spirito Santo aveva già parlato della gioia per il 2015, ma questo vale anche per quest'anno. Si tratta di quella gioia che è del Cielo, che è della vittoria, della libertà e della salvezza, e che parla delle nozze. In questo mondo ci sono tanta tristezza, tanta paura, ansia e incertezza, e questo spirito di intimidazione è presente anche fra i credenti. Purtroppo anche la Chiesa non sta bevendo di quel vino che il Signore riserva negli ultimi tempi, ma si lascia opprimere dal nemico, dalla menzogna, dalla paura e dalla depressione.

«Poi Nehemia disse loro: “Andate, mangiate cibi squisiti e bevete vini dolci, e mandatene porzioni a chi non ha nulla di preparato, perché questo giorno è consacrato al Signore nostro. Non rattristatevi, perché la gioia dell'Eterno è la vostra forza”.» (Nehemia 8:10)

La gioia del Signore è la nostra forza. La gioia della redenzione è già nel nostro spirito, però purtroppo siamo oppressi e soggiogati della nostra anima e dalla carne. La Chiesa deve risvegliarsi nel nome di Gesù Cristo! C'è una nuova gioia dal Cielo per il lavoro da svolgere nella casa di Dio e verso i cuori che sono ancora lontani da Lui, ma che il Signore attira a sé.

Dichiariamo per il 2016 questa gioia dal Cielo e che i Suoi figli siano pronti a ravvivare questa gioia. Noi abbiamo la gioia del Regno, che sta sopra ogni altra gioia e sopra ogni pensiero umano che è condizionato dagli accadimenti della vita. La Chiesa si deve riappropriare di quella gioia, perchè il nemico del popolo di Dio vuole rubarla. E non permettiamo alle circostanze di “zittire” quella gioia della salvezza, del Cielo e della festa, che in Cielo è continua.

Dopo il dono incredibile della salvezza che il Padre nostro ci ha dato, c'è lo Spirito Santo, che è lo Spirito della gioia del Regno. La gioia della vita del Regno dei Cieli è nei nostri cuori. Gustiamo quella gioia, sia che ci troviamo nel deserto che in mezzo al mare; quella gioia è un dono. Proclamiamo che quella gioia riprende il suo posto e che niente e nessuno può toglierla. Quest'anno si chiama anno della gioia del Signore, contro ogni paura, ogni depressione e ogni ansia. La gioia del Signore è la nostra forza!

2016, Anno di raccolta e di persecuzione

«Non dite voi che vi sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Alzate i vostri occhi e mirate le campagne come già biancheggiano per la mietitura.» (Giovanni 4:35)

Gesù dichiara la grande raccolta da lì a pochi giorni. Lui avrebbe compiuto la Sua missione e da lì a poco sarebbe venuta la prima grande raccolta. Migliaia di persone seguirono Gesù e vennero liberate e guarite da Lui. Con la sua morte molti furono dispersi, per cui a Pentecoste erano radunati soltanto in 120. Quando arrivò lo Spirito Santo, lo Spirito della gioia e della Potenza, il fuoco di Dio, riempì quei 120 discepoli di una ubriachezza e di una gioia eterna mai viste prima. E manifestò il segno delle lingue gloriose, con lo Spirito Santo che parlò attraverso Pietro: da quel momento iniziò la grande raccolta, la mietitura. Quello era il tempo della prima pioggia, mentre ora ci troviamo nel tempo dell'ultima pioggia. Quanto durerà non lo sappiamo, ma siamo certi che questo è il tempo della mietitura e della raccolta, che iniziò duemila anni fa e che va avanti anno dopo anno. Ora è il tempo dell'ultima pioggia e dell'ultima grande raccolta, e quest'anno ci sarà un incremento di questa raccolta, perché il tempo sta terminando.

Mentre nel mondo si manifesterà una persecuzione crescente in certi ambiti spirituali, religiosi e politici, ci sarà una grande raccolta, che sarà l'ultima e per la quale noi siamo quegli operai chiamati ad entrare nel campo. Già ci sono ministeri evangelistici mondiali e riunioni evangelistiche come mai nella storia, i quali raggiungono sempre più cuori, ma verrà qualcosa di ancora maggiore. Mentre lo Spirito di Dio raggiungerà le estremità della Terra con la grande raccolta, ci sarà una nuova raccolta piu nascosta e che userà mezzi diversi per raggiungere i cuori, anche in quei territori dove il cristianesimo si è cristallizzato e secolarizzato.

Arriverà quindi una raccolta nuova e anche noi lavoreremo per quella raccolta e per quella parte della storia che porterà alla gioia delle nozze dell'Agnello. Diamo la Gloria a Dio per questo tempo meraviglioso che abbiamo davanti a noi, un tempo di sfide, di rivelazione e anche di vaglio. Quello che sta arrivando dal Cielo è qualcosa che i primi cristiani avevano visto nello spirito, ma che non poterono viverlo nei loro giorni terreni. Noi abbiamo questo privilegio. E per questo diamo la lode al Signore.

Vi benedico con tutto il cuore e prego che possiate prosperare nelle Sue vie e in ogni cosa nella vostra vita come discepoli di Gesù Cristo.

Apostolo Lorenzo Lippi

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